Cloud and IMAP

Cloud e IMAP ti salvano se perdi il tuo smartphone

Cloud e IMAP, chi non ha mai sentito queste due paroline molto in voga in quest’ultimo periodo?
Pubblicità televisive, siti internet, addirittura il telegiornale le menziona, ma cosa sono di preciso e soprattutto a cosa servono?

Cloud

Cloud

Chi mastica un po’ di inglese potrà tradurre questa parola con “nuvola” e la metafora scelta per definire questo servizio web è molto azzeccata. Il Cloud infatti è uno spazio virtuale nell’etere… come una nuvola che si prende un pezzettino di cielo.

Il termine esatto è Cloud Computing (nuvola informatica) ossia una struttura informatica di computer in rete che permette l’accesso a dati e/o software via web da device multipli, utilizzando un semplice browser o una delle tante app create dai provider che danno questo servizio.

Cloud Computing e Grid Computing

Oggi molti tendono ad utilizzare i termini Cloud Computing e Grid Computing per identificare la stessa cosa, in realtà è doverosa la spiegazione della differenza per capire a pieno cos’è il cloud.

Nel Grid Computing il concetto di base è quello di disporre di risorse distribuite per aumentare la capacità di calcolo. È possibile, infatti, mettere a disposizione parte della potenza di calcolo del nostro computer (normalmente la CPU) in un sistema condiviso, in modo da avere una sorta di calcolatore virtuale con una “super-potenza” di elaborazione pari alla somma delle CPU messe a disposizione in un certo istante.

Nel Cloud Computing invece esiste già una infrastruttura informatica basata su un sistema di virtualizzazione delle risorse. Tale piattaforma fornisce servizi su richiesta attraverso la rete. Sostanzialmente è un servizio fornito da un gestore di terze parti con la formula on demand.

Il Grid Computing oggi

Grid system

Il modello di Grid Computing esplode nei primi anni ’90.
La sua nascita è in realtà precedente, se ne parla infatti già a partire dagli anni ’80, ma solo un decennio dopo si trasforma in un servizio pubblico, poiché il computer diventa uno strumento per i molti e non solo per gli addetti ai lavori.
In questo periodo scienziati e tecnici capiscono che si può sfruttare la potenza hardware di più computer distribuiti sulla rete per velocizzare il calcolo di processi di varia natura legati ad un progetto.
L’era della e-Science (l’era della scienza elettronica) nasce in questi anni.
Oggi il progetto per eccellenza che sfrutta questa tecnologia in onore della scienza è quello del CERN (Organizzazione Europea di Ricerche Nucleari), il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. Grazie alla sua capillare infrastruttura in fibra ottica il CERN è collegato a undici centri situati in Europa, Canada e Asia con l’obiettivo di registrare i dati del Large Hadron Collider (LHC): l’acceleratore di particelle progettato per analizzare come è nato l’universo.

Il Cloud Computing oggi

cloud today

Il web abbatte le barriere geografiche, le distanze tra le persone e tra le cose, diventa un servizio indispensabile e non è possibile parlare di evoluzione informatica senza includere internet.
Questo è il motivo principale della vasta diffusione oggi di servizi cloud da parte degli operatori più disparati. Grazie infatti alla velocità di banda che abbiamo a disposizione e la fruizione sempre di internet da tutti i device, siano essi il computer di casa, tablet o smartphone, servizi come iCloud di Apple, DropBox, Windows SkyDrive, Amazon Cloud Drive e non può certo mancare Google con il suo Google Drive sono oggi molto in voga ed utilizzati da molti.

Si tratta di servizi quasi tutti gratuiti fino ad un certo quantitativo di dati, che diventano tutti, nessuna esclusione, a pagamento al superamento della soglia free… solito giochino di marketing…
Il 90% del loro utilizzo è dedicato al backup dei dati, ma non mancano software web based per ad esempio creare una lettera in Word o un grafico in Excel con il solo utilizzo del browser. I servizi di questo genere più popolari sono Google Docs e Microsoft Office Live.

Il vantaggio delle piattaforme cloud è duplice:

  1. Poter accedere ai propri dati da qualsiasi parte del mondo attraverso il solo accesso web e qualsiasi device.
  2. Poter condividere questi dati con chi vogliamo. Questa seconda cosa è molto utile se pensiamo ad un progetto di lavoro: il team di sviluppo lavora in sinergia e ogni modifica/aggiornamento è visibile a tutti.

Alcune domande potrebbero nascere spontanee, ad esempio:
C’è da fidarsi a mettere in rete i nostri dati personali?
Perché affidarsi a questi servizi?

Lo scetticismo è legittimo soprattutto per coloro che non usano questi servizi a livello business, così come la paura di essere spiati o derubati che non è del tutto infondata… del resto qualunque cosa stia nel web è rintracciabile ed accessibile, sia esso un conto corrente online o uno spazio cloud.

Neppure la NASA può stare tranquilla con le informazioni storate nel web, ma siamo forse la NASA noi? Chi avrebbe interesse a rubare i nostri dati? Chi spenderebbe tante energie per vedere le nostre foto delle vacanze? A meno che non abbiate fatto un torto grave ad un hacker professionista, potete stare tranquilli, i servizi cloud sono abbastanza sicuri.

Il cloud non è solo mediamente sicuro, ma anche estremamente utile, soprattutto per noi utilizzatori consumer.

Facciamo un esempio pratico: perdo il mio smartphone e c’era dentro la mia vita!

Se preventivamente ho deciso di utilizzare ad esempio il servizio di DropBox per salvare tutte le foto che faccio, i video, le note, i contatti… con l’acquisto del nuovo smartphone sarà sufficiente inserire la mia user e password per avere accesso ai mie dati. Nessuna perdita, nessun mal di testa per recuperare i backup, tutto naturale, tutto semplice.

Ma la posta? Come faccio a recuperare tutta la mia posta elettronica?

Qui entra in gioco il servizio IMAP.

IMAP

imap

L’IMAP (Interactive Mail Access Protocol) è un protocollo web per la gestione della posta elettronica nato nel 1986 come sostituto del POP (Post Office Protocol).

Prima dell’avvento di IMAP era possibile consultare la propria casella di posta solo attraverso un client mail (Outlook, Thunderbird…) installato nel proprio computer.
Il programma di posta configurato in POP interroga il server e scarica in locale le mail. Di default poi cancella  le mail dal server per preservare lo spazio (anche se questo è un settaggio modificabile); abbiamo quindi accesso alle nostre mail solo dal computer dal quale le abbiamo scaricate.
Qualsiasi azione inoltre, sia essa rispondere o cancellare una mail è legata al computer dalla quale la stiamo facendo e ne possiamo tenere traccia solo da quest’ultimo.

Con l’avvento di IMAP nulla viene più scaricato in locale.
Tutte le mail rimangono sul server e le caselle di posta elettronica possono essere interrogate e gestite anche da più persone contemporaneamente.

E’ una sola l’accortezza che dobbiamo avere con il protocollo IMAP, tenere sott’occhio lo spazio utilizzato.

Non solo Google, ma anche Microsoft, Aruba, Libero… quasi tutti i provider di posta elettronica offrono gratuitamente o a pagamento il servizio IMAP, tutti però hanno uno spazio sul server limitato.
Nel caso di Google abbiamo a disposizione ben 15Gb (spazio totale per tutti i servizi Google, non solo Gmail), una enormità di spazio, ma prima o poi esaurisce. Cancelliamo le mail vecchie o paghiamo per lo spazio aggiuntivo; in entrambi i casi le mail non le perdiamo se non le vogliamo perdere!

imap pop

Entrambi i protocolli hanno vantaggi e svantaggi.

POP ha il vantaggio di non necessitare di una connessione sempre attiva, poiché una volta scaricati i messaggi il server non viene più interrogato. Di contro la consultazione delle mail è possibile solo dal device dal quale le abbiamo scaricate.
E’ un protocollo utile se possediamo un solo computer e l’accesso alla casella è single user.

IMAP ha il vantaggio di dare accesso e gestire la propria posta elettronica da più device contemporaneamente. Ha lo svantaggio di necessitare sempre di una connessione attiva, anche per consultare mail già lette.
E’ un procollo utile se disponiamo di più device e se abbiamo la necessità di far interagire più utenti sulla singola casella.

L’utilità di IMAP è però anche strettamente legata ad un discorso… cloud in un certo verso.

Le nostre mail come detto rimangono sul server, nella rete quindi e non ci dobbiamo preoccupare di fare backup o metterci le mani nei capelli nel caso si rompesse il nostro computer perdendo così tutte le mail.

Le mail sono sempre disponibili, da ovunque e con qualsiasi device. Mail in arrivo, risposte, organizzazione delle cartelle remote… tutto è fatto in un solo posto ed una sola volta.

Il servizio per eccellenza è quello offerto da Google.
Possedere una Gmail ci consente infatti di dimenticarci dei problemi legati alla posta elettronica:

  • se il nostro hard disk muore inevitabilmente, la nostra posta è al sicuro.
  • se perdiamo il telefonino, la nostra posta ci ritorna con un click.
  • se non mi fido di Google, posso comunque salvare la mia posta in locale.

 

Internet

In conclusione la Rete ci è amica.

Non è certo infallibile, i servizi che ci offre sono pur sempre sviluppati da noi umani e l’errore (o il bug per rimanere in terminologia informatica) è sempre in agguato, ma se ci fidiamo di lei, ci salva nelle più disparate situazioni.

Barbara Catizone

Project Manager & Design Specialist - Specializzata in Web Design, HTML5, CSS & SEO. Appassionata di tecnologia e nuove tendenze. Sito internet: www.graphbabs.com

Posted on 17 luglio 2013 by Barbara Catizone · 2 comments

2 comments

  1. Deviz
    - Reply

    Davvero un articolo interessante e ben scritto.
    Come citato nell’articolo, la rete ci è amica, fidiamoci di lei, tutto quello che fino a poco tempo fa pensavamo non fosse possibile oggi lo è..
    E addio alla disperazione di aver perso completamente la rubrica telefonica …..

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