Lo schifo di mondo nel quale mi ritrovo a vivere
Si, lo so, il titolo potrebbe sembrare un clickbait, ma perché dovrei farlo visto che questo blog lo leggo praticamente solo io? E allora perché scriverlo direte voi. Beh, perché nel caso di un miracolo, qualcuno potrebbe atterrare qui e leggere un’opinione del tutto personale su quello che è uno dei topic più tartassati del web negli ultimi mesi: l’IA.
In sostanza e per riassumere è uno schifo, ma andiamo con ordine.
Non c’è bisogno che spieghi più ormai a nessuno cos’è questa miracolosa IA. Se ne parla in tutte le salse e anche mia madre di quasi 90 anni ha capito che è un qualcosa che “sa tante cose”. Mia madre ha ragione, il punto di forza di questo strumento è che ne sa di cose, più di quante potrebbe saperne un esperto del suo settore, perché lei ha accesso a tutto lo scibile di conoscenza umana e in pochi millisecondi ti restituisce tonnellate d’informazioni mirate su ogni cosa ti viene in mente di chiederle (perché poi la chiamino Intelligenza ancora mi sfugge però).
Figo!
Non devo più perdere tempo a cercare tra articoli, forum, siti specializzati… per trovare come fare a curare il mio filodendro morente. Semplicemente oggi uso Gemini, ChatGPT o ancora meglio direttamente Chrome e mi fermo alle prime righe per avere tutte le info che mi servono e far risuscitare la mia pianta.
Ancora più figo quando poi devo accelerare il mio lavoro. Io sono una grafica e frontend developer e con Photoshop o piattaforme di IA dedicate posso in un secondo ingrandire una foto, generare parti mancanti o crearla da zero. Posso generare video solo dicendo cosa voglio, nemmeno specificando come, e l’IA fa in pochi secondi quello che io ci avrei messo ore a produrre. Faccio un sito web in un giorno col vibe coding senza scrivere una riga di codice.
Tutto super figo!!
Letto così in effetti sembrerebbe, ma a mio avviso è invece un super schifo.
Non mi fraintendete, non è lo strumento che fa schifo, anzi è eccezionale e molto utile, è l’utilizzo che se ne fa e soprattutto come ha cambiato il mondo lo schifo totale.
Mi spiego meglio.
Una volta uno andava a scuola, decideva in cosa investire e da grande e con un po’ di fortuna faceva il lavoro per il quale aveva studiato tanto. Trovava un posto di lavoro, faceva la gavetta, imparava dai più esperti e metteva le conoscenze nel cassetto. Poi dopo qualche anno, dato che quel cassetto non si riempiva più, trovava un altro posto di lavoro per fare in modo di continuare ad arricchire le sue competenze e così, posto dopo posto, anno dopo anno se era bravo e volenteroso (e ancora, fortunato) diventava una persona autorevole nel suo settore.
Oggi?
Beh, oggi questa strada non è più così secondo me.
Tralasciando le differenze tra generazioni, tutta sta fatica di studiare, imparare sempre, specializzarsi, cadere, rialzarsi, diventare qualcuno, non ha più senso di esistere.
A che serve imparare a fare un sito digitando mille righe di codice quando basta che scrivo quello che voglio?
A che serve studiare un argomento se tanto tutto quello che basta fare è chiedere a Gemini?
A che serve fare una scuola di specializzazione se tanto poi l’IA ne sa sempre più di me?
Non serve più a nulla (ci aggiungerei il “quasi”, ma non ne sono convinta al 100%).
Il mondo è cambiato, il lavoro è cambiato e non si torna più indietro.
L’innovazione è fondamentale, migliorare è quello che rincorriamo un po’ tutti e allora cerchi di convincerti che l’IA è una cosa buona perché in effetti, se la usi a dovere (e non ti fidi ciecamente di quello che ti dice), qualcosa ti insegna e magari nel lavoro ti aiuta sul serio, ma poi ti scontri con la cruda realtà dei fatti, la cosa peggiore di tutte: la grande falsità e ipocrisia che aleggia su questo strumento.
Parlo di tutti quelli che con un’azienda sotto il culo (grande o piccola che sia e non solo loro), non potendo ormai fare più a meno di mezzi di intelligenza artificiale perché altrimenti tagliati fuori dal mercato, per essere politically correct parlano dell’IA come uno strumento che affianca il lavoro quotidiano, non come un sostituto del lavoro umano. Non diciamoci stronzate (scusate il francesismo) certo che l’IA è il nostro sostituto, lo stiamo istruendo proprio per questo.
Tutte le aziende ormai impongono l’uso di strumenti di intelligenza artificiale di vario genere per produrre meglio, più velocemente… e te la vendono che usando questi strumenti hai più tempo da dedicare a te stesso (tutto il contrario, hai più tempo per fare più cose lavorative, ma vabbè, illudiamoci). In tanti casi poi le stesse aziende usano i loro dipendenti per istruire agenti su mansioni specifiche direttamente legate alla loro realtà.
Perché tutto questo?
Perché alle aziende va di perdere del tempo e dei soldi (ce ne vogliono per imparare e per sfruttare la potenza di calcolo) e dire che usano anche loro l’IA?
No, lo fanno per rimpiazzare quelle persone, risparmiare un sacco di soldi e velocizzare i processi. Le evidenze già ci sono, sono sempre più le aziende che licenziano personale per questo motivo, ma la scusa del licenziamento è sempre una qualsiasi altra, del resto non sarebbe etico dire che non ho più bisogno di te, umano, perché il tuo lavoro lo faccio in un secondo, meglio e gratis (non proprio gratis, ma ci siamo capiti).
Poi, per la drammaticità della cosa, dicono che le aziende stanno facendo marcia indietro, hanno capito di aver sbagliato a licenziare in massa e ora cercano di rimediare.
Ma chi ci crede? E anche se fosse vero, licenziati 100 riassunti quanti? 10? 20? E gli altri 80, magari di una certa età e non proprio vicini alla pensione, ora che fanno? Si reinventano o si buttano giù da un ponte, ecco cosa fanno secondo me.
Per un’azienda, oggi, le persone non sono più fondamentali, non vengono più considerate come quella risorsa (parola orribile, ma almeno significava qualcosa) nella quale valeva la pena investire perché portava un valore aggiunto, la risorsa oggi sono i vari agents che sono più veloci, affidabili e che soprattutto non hanno pretese e non si lamentano mai. Altro che gli umani, che vogliono soldi, tempo libero, lavorano quando ne hanno voglia e fanno giusto il minimo per portare a casa lo stipendio.
Di contro quindi (e questo vale per tutte le generazioni) le persone non hanno più lo stimolo di entrare in un’azienda per diventarne parte integrante (il famoso tassello) e crescere con lei. Tralasciando il vomitevole fatto che se non sei AI oriented (a partire dal CV) in un’azienda neppure ci entri e se non lavori, come sopravvivi?
Sto generalizzando ed esagerando, sia chiaro, ma solo per far passare il concetto.
Il nostro prossimo futuro è specializzarci tutti nel fare i controllori dell’IA perché almeno si è capito che non possiamo lasciare carta bianca alle automazioni o alla creazione di cose, dobbiamo controllare perché i disastri sono dietro l’angolo (e già ampiamente successi). Più però andremo avanti, peggio sarà, perché l’evoluzione non è mai corsa così velocemente e noi poveri umani non possiamo stare al passo. Prima o poi verremo annullati del tutto in tutti quei luoghi dove l’IA avrà il sopravvento e vivremo in un mondo dove per vivere si farà altro, ma non riesco a immaginare cosa…
Se questa mia ipotesi fosse vera, proiettiamoci ai prossimi 20, 30 o 40 anni.
Come sarà gestito questo mondo?
Chi prenderà le decisioni importanti, quelle veramente importanti, se chi avrà la mansione su carta per farlo sarà sempre stato guidato non dalla sua testa, ma da uno strumento che l’ha accompagnato fino a quel momento?
Siamo proprio sicuri che creare una nuova forza lavoro che non pensa (quasi) più sia la scelta più sensata?
Lascio rispondere l’IA.
L’immagine di copertina è stata generata con questo prompt “crea un’immagine di te stesso come intelligenza artificiale e come ti vedi tra 30 anni“, tra l’altro fatto ad articolo concluso il che mi mette ancora più angoscia. Da notare la presenza del controllore umano, ma nulla mi toglie dalla testa che sia una direttiva precisa…
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Non mi fregate più: SSHD
Gli hard disk ibridi (o SSHD) sono l’ultima tecnologia nata in ambito di dischi rigidi.
Segnano il punto di svolta in questo settore, assottigliando il divario tra prestazioni e capienza.
La guerra dei browser
Era il 1995 quando iniziò la guerra tra Netscape Navigator e Internet Explorer, a quell’epoca i due browser più diffusi per navigare sul web.
Sono passati quasi 20 anni e la guerra continua ancora oggi.
L’importanza del font nella comunicazione visiva
La comunicazione visiva è un componente fondamentale dei nostri giorni. In ogni singola attività della nostra vita quotidiana, la comunicazione visiva è presente.
Posted on by Barbara Catizone · 0 comments Continua a leggereNon mi fregate più: Scheda Video
La scheda video dei nostri computer, questo sconosciuto e spesso sottovalutato pezzo di hardware.
Cerchiamo di capirlo meglio, perché si tratta di un componente fondamentale per elevare le prestazioni dei nostri computer in base alle nostre necessità.
Internet è molto più che svago, è un aiuto vero
Non possiamo certo dire che l’Italia sia un paese all’avanguardia per quanto riguarda la diffusione di Internet nelle case.
L’ultimo rapporto ISTAT “Cittadini e nuove tecnologie” di dicembre 2012, dimostra che solo il 55% delle famiglie italiane ha accesso ad Internet da casa.
Non mi fregate più: CPU
Il secondo appuntamento della serie “Non mi fregate più” è incentrato sul cervello vero e proprio dei computer: la CPU acronimo di Central Processing Unit.
Posted on by Barbara Catizone · 36 comments Continua a leggereFacebook mette in luce noi stessi
Mi domando: esiste il modo giusto di utilizzare i vari Facebook, Twitter, Google + e company?
Ci sono delle regole, un’etica che regolamentano l’utilizzo dei canali social? Oppure è tutto lasciato al caos e a noi utilizzatori?
Come i CMS influenzeranno i professionisti del futuro
Programmatori vs web designer.
I primi sono le figure più richieste sul mercato, i secondi vengono quasi snobbati come se non fossero strettamente necessari.
La storia però sta per cambiare…
Non mi fregate più: HDD e SSD
Questo è il primo di una serie di articoli di approfondimento che andrò a fare.
Stufa della politica del “vendere per svuotare i magazzini” e della poca/nulla competenza tecnica da parte di chi lavora per le grandi catene informatiche, voglio dare a tutti voi la possibilità di fare l’acquisto tecnologico migliore per le vostre necessità, in totale autonomia e senza l’aiuto di venditori.
Posted on by Barbara Catizone · 175 comments Continua a leggereCloud e IMAP ti salvano se perdi il tuo smartphone
Cloud e IMAP, chi non ha mai sentito queste due paroline molto in voga in quest’ultimo periodo?
Pubblicità televisive, siti internet, addirittura il telegiornale le menziona, ma cosa sono di preciso e soprattutto a cosa servono?
Il dilemma Android vs iOS
Android o iOS? Apple o Google? Chi vince, chi è il migliore?
Questa una delle questioni più discusse sul web, uno degli argomenti dove il fanboysmo fa da padrone. Troviamo gli utenti Android che sono visceralmente contro gli utenti Apple e viceversa; una battaglia senza vincitori la loro, non obiettiva e decisamente poco costruttiva.
Non affannatevi con il 3D perché non ha futuro
Il 3D, anzi la stereoscopia (questa è la parola esatta che si dovrebbe usare) cos’è di preciso?
E’ semplicemente l’illusione di una profondità 3D prodotta dal nostro cervello.
Vivere, sopravvivere o morire. Quale sarà la fine di Facebook?
Era il febbraio del 2004 quando cinque giovani studenti dell’università di Harvard fondarono il colosso dei Social Network oggi chiamato Facebook.
Posted on by Barbara Catizone · 0 comments Continua a leggereTecnologia applicata ad uno studio dentistico
Qualche giorno fa mi trovavo fuori con degli amici per un aperitivo.
Si parlava del più e del meno in serenità, fino a quando la conversazione si è spostata sui dentisti:
“Il mio dentista è un genio, non ce ne sono di più bravi!”
“Il mio ha salvato la bocca di mia zia, tutti la davano per spacciata e lui l’ha aggiustata!”
“Il mio non lo cambierei con nessuno, costa poco e lavora benissimo!”
L’icona arancione con le onde bianche: il web feed
La semiotica è la scienza dei segni.
E’ una branca della linguistica che studia i modi attraverso i quali i segni formano un senso.
Lo smartphone: uno strumento di lavoro e svago, ma non per tutti
3 aprile 1973
Martin Cooper, ingegnere della Motorola, effettua la prima telefonata della storia con un prototipo di cellulare costato piú di un milione di dollari e dieci anni di sviluppo.
Google il mio migliore/peggiore amico
Caro Google,
non si può vivere con te e non si può vivere senza!
Sei una benedizione, un diavolo.
Sei un miracolo, un virus.
Sei una moneta con due facce, ma testa o croce tu vinci sempre e comunque.
Passare alla Mela e non tornare più indietro
Il mondo degli utilizzatori di computer si divide sostanzialmente in due fazioni:
- Utenti che utilizzano PC (Windows)
- Utenti che utilizzano Mac
Non è il più delle volte una convivenza pacifica, anzi non lo è quasi mai!
Posted on by Barbara Catizone · 6 comments Continua a leggerePerché aprire un Blog e condividere col mondo
Il vostro più grande desiderio è scrivere?
Siete persone che amate dire la vostra e condividerla con altri?
Avete una passione e volete urlarla al mondo?
Volete farvi conoscere e mettere in piazza le vostre competenze?
Il mezzo che vi permette di fare tutto questo si chiama Blog.
Posted on by Barbara Catizone · 6 comments Continua a leggereVideogiochi: se non sono film hollywoodiani ci deludono
Era il 1986 quando Sega lanciò sul mercato Out Run, il videogioco di corse che fece sognare una miriadi di ragazzi e anche me.
Ero piccola all’epoca, ma ricordo esattamente l’emozione che provai la prima volta che lanciai il gioco: datassette alla mano e via col caricamento, scelta della colonna sonora (una delle più belle della storia a mio avviso) e partenza a bordo della mitica Ferrari Testarossa!
La mia macchina mi parla
Prima o poi anche le cose migliori devono lasciare il posto alla nuova generazione, nulla è eterno.
Così è successo alla mia gloriosa Volkswagen Golf 3, il suo tempo era finito e con molto rammarico è finita dallo sfasciacarrozze.
L’amicizia solitaria dei Social Network
Ricordo i miei anni da teenager nella piccola e tranquilla città di Bolzano. I ritrovi della nostra compagnia erano o Piazza Walther in pieno centro o il bar preferito chissà dove. Ovunque ci trovassimo insieme ricordo le chiacchierate leggere, la voglia di raccontarsi gli ultimi avvenimenti personali, il coinvolgimento di tutti in allegria davanti ad una bella bibita (poi diventata alcolica!!). Erano anni sereni dove lo stare insieme era il momento della settimana che tutti aspettavamo.
Posted on by Barbara Catizone · 0 comments Continua a leggereLa tecnologia ci circonda, ma ci aiuta sul serio?
La tecnologia è una parola oggi molto alla moda, sembra che tutto sia tecnologico.
Ovunque io vada, con chiunque io parli, la tecnologia non mi da tregua, è sempre li nelle forme più disparate. A volte la noto, tante altre invece (la maggior parte forse) è così naturale che ci sia che non la vedo neppure.
Posted on by Barbara Catizone · 6 comments Continua a leggere