Mac vs PC

Passare alla Mela e non tornare più indietro

Il mondo degli utilizzatori di computer si divide sostanzialmente in due fazioni:

- Utenti che utilizzano PC (Windows)
- Utenti che utilizzano Mac

Non è il più delle volte una convivenza pacifica, anzi non lo è quasi mai!
Entrambi si danno contro urlando i vantaggi di uno piuttosto che dell’altro come se dovessero difendere un loro familiare.
Entrambi si scontrano in modo pesante, partono insulti e i poveri moderatori di forum hanno un gran da fare per sedare gli animi ardenti.
Internet si scatena appena esce una news di Apple perché parte sistematicamente la guerra…

Risultato?

Non ne esce quasi mai un dialogo costruttivo.
Il così detto Fanboysmo è così marcato, che personalmente seguo queste discussioni solo per farmi due risate.

La cosa poi si fa seria se fate un salto su YouTube.

“Portare acqua al proprio mulino” è un’arte e Apple, è innegabile, fa del marketing il suo successo.
Ricordate la parodia Mac vs PC che la stessa Apple lanciò qualche anno fa?
Stile Apple: sobrio e brillante.
Due protagonisti: “PC” incarnato da un impettito ometto in giacca e cravatta, che provate ad immaginare chi ricorda? Si, esatto, lui Bill Gates. E “Mac” un ragazzo spigliato ed easy che dice la sua con aria da santarellino.
Brevi spot tematici di 30 secondi che con ironia dimostrano la superiorità di un Mac rispetto ad un PC su praticamente tutti i fronti.
Furono un grosso successo. Spopolarono in tutto il mondo. Si moltiplicarono le parodie homemade sullo stesso argomento.
Apple insomma fece ancora parlare di sè come solo lei sa fare.

Il video qui sotto racchiude molti di questi spot. Fatevi due risate.

Personalmente ho sempre aspettato una risposta da parte di “PC”, ma non è mai arrivata.
La domanda è: “Perché?”
Possibile che Microsoft non si sia difesa? Alla fine della fiera si parla di Steve Jobs vs Bill Gates, perché quest’ultimo non si è fatto valere?
Azzardo una risposta: “Non può. Non ha i mezzi per farlo.”

Ora si stanno scatenando gli insulti, li sento!
State sereni e leggete la mia storia, capirete la mia affermazione.

1996, primo anno di Istituto Europeo di Design, indirizzo Grafica. Mi serve un computer che mi sostenga nei miei studi.
La scuola è colma di Mac: i laboratori, le varie segreterie, i computer personali dei professori, tutti made in Cupertino.
Odio profondo il mio. Essere circondata da tutte quelle Mele luminose mi dava quasi fastidio, le vedevo come un’imposizione bella e buona. Nella mia testa mi dicevo: “Che cavolo serve un Mac? Oggi il Pc fa le stesse identiche cose, i programmi sono uguali e poi perché dovrei spendere di più?”.

Ferma delle mie convinzioni, comprai un PC che mi feci assemblare su misura dal mio amico Paolo che all’epoca aveva un negozio di computer li vicino.
Non mi sono mai pentita della scelta. Il mio fidato PC mi è stato fedele negli anni, è cresciuto con me grazie agli upgrade hardware e software costanti nel tempo che lo rendevano sempre attuale. Non mi ha mai delusa.

Apple nel frattempo guadagnava quote di mercato ed era sempre di più sulla bocca del grande pubblico.

1998: la nascita dell’iMac.
Rivoluzionò il concetto di computer. Era l’all-in-one per eccellenza. Niente più periferiche in giro sulla scrivania, solo uno schermo che racchiude in se tutto il resto del computer. Design elegante e funzionale.

L'evoluzione dell'iMac

2001: anno di lancio di MacOS X e iPod.
Nuovo sistema operativo basato su Unix che coniuga sicurezza e stabilità con la semplicità ed eleganza tipiche Apple.
Nascita del primo lettore di musica digitale portatile, destinato anche lui a fare storia.

Mac OS X e il primo iPod

2005: arrivo dei processori Intel e addio ai PowerPC
Sdegno dei puristi Mac. Rivoluzione totale. Morte di frasi celebri come “Intel inside, idiot outside”. Inizio di una divulgazione sempre più massiccia di computer Apple che, grazie ai nuovi processori, godono di un’architettura più aperta.

Steve Jobs e Paul Otellini

“Tutto bello, tutto interessante. Brava Apple, ma non mi hai ancora convinta. Il mio PC va che è una bomba!!”

Poi però la svolta, era il 2007.

Seguivo da anni i vari Keynote di Steve Jobs con molto interesse anche se non ero un’utente Mac. Curiosa di tutto quello che girava intorno al mondo dei computer mi tenevo sempre aggiornata.
Il Keynote di quell’anno accese in me una curiosità sfrenata, conobbi OS X Leopard e soprattutto Time Machine.

Apple Time Machine

Time Machine è un sistema di backup automatico che permette con un click di tornare indietro nel tempo e ripristinare il computer ad un determinato giorno, oppure di recuperare un singolo documento erroneamente cancellato. Non che Windows non avesse un sistema di backup integrato, ma quello di Apple era decisamente stiloso, grande sforzo di user interface: un click e vieni catapultato nello spazio dal quale scegli quanto tornare indietro nel tempo.

Tutti i vari esercizi stilistici di Apple prima del 2007 non mi avevano influenzata in nessun modo, nemmeno la nascita dell’iPhone ci riuscì, ma la potenza software, l’innovazione, questa si che mi colpì alla grande.

Questo è il Keynote in questione, se avete voglia dura più di 50 minuti ed è in inglese.

Iniziai ad essere un’avida lettrice di tutte le news Apple e ne rimanevo sempre più affascinata e nel 2009 feci il grande passo.
Time Machine, questo sistema di backup rivoluzionario, mi girava ancora in testa e dovevo assolutamente provarlo.
Così acquistai il mio primo Mac. Andai molto a risparmio e presi un Macbook vecchia serie bianco e nemmeno unibody, mi interessava il software non l’hardware.

Feci un grosso sforzo per entrare nella filosofia Apple e sottostare alle sue imposizioni/restrizioni.
Non fu facile, perché da smanettona del mondo PC ero abituata a plasmare il mio computer secondo i miei gusti, usare i programmi che io volevo, avere mille modi per fare la stessa cosa, potevo insomma scegliere come operare.

Con OS X la questione è molto diversa.

Compri un Mac e non devi installare altro. Fuori dalla scatola è pronto per fare tutto dai video, ai siti web e per me era una cosa pazzesca.
Le ore passate ad installare di tutto, dagli aggiornamenti dei driver, all’antivirus, al software per le conversioni video a quello per scrivere erano letteralmente svanite.
Non avevo più il pensiero dei virus.
Non dovevo più ricordarmi la locazione esatta un determinato documento o testo, che fosse nella posta o in una cartella.
Non dovevo più preoccuparmi di incompatibilità hardware o software che potevano causare crash di sistema.
Provai chiaramente subito Time Machine e ne rimasi scioccata.

Il sistema operativo di Apple, una volta capito ed accettato, diventa un alleato fidato.
Bada a se stesso da solo.
Tutte le applicazioni native sono pensate per vivere insieme in sinergia.

Vuoi fare un video?
Apri iMovie e hai a disposizione la tua libreria di iTunes dalla quale reperire tutto il materiale video e musicale oltre alla libreria di iPhoto per le immagini.

Vuoi fare un DVD?
Finito il tuo progetto in iMovie, senza uscire clicchi un tasto e si apre iDVD che passo-passo ti guida alla creazione del disco.

Vuoi fare una presentazione accattivante?
Apri Keynote che come iMovie si sincronizza con iTunes e iPhoto.

Insomma, se stai alle sue regole, tutto funziona in modo naturale con un computer Mac e le ore che trascorri con lui sono serene.

Se poi acquisti un altro qualsiasi prodotto Apple che sia un iPhone, un iPod, un iPad, una Apple TV o altro, la connessione naturale tra i vari software si allarga all’hardware.
Hai tutto sincronizzato con un singolo programma, iTunes, che pesca da tutti gli altri; una singola interfaccia per la gestione di tutti i dispositivi, grande risparmio di tempo ed energie.

Non c’è niente che un Mac faccia e che un computer Windows non possa fare, cambia solo la modalità: con OS X è tutto più facile ed indolore, quasi automatico e i risultati sono migliori, perché i programmi sono pensati per essere potenti anche a livello creativo.
Provate ad esempio a fare questo con Powerpoint:

Prezzo più alto per un hardware a volte obsoleto già out-of-the-box.
Imparare un nuovo modo di organizzare i file e lasciare che il sistema operativo lo faccia il più delle volte per noi.
Non poter intervenire nel cuore del mio computer.
Essere costretta a comprare una nuova macchina se la voglio più potente.
Imparare nuovi software.

Tutto questo è irrisorio per me.

Da convinta utente PC sono passata a Mac e poi mi sono circondata di gingilli Apple e… non torno più indietro.
La serenità e la comodità che mi da OS X sono impagabili.

Indovinate poi con cosa sto scrivendo?
Esatto, con quel Macbook acquistato all’inizio del 2009 che da allora non è mai stato formattato. Sono bravina con i computer e li tengo bene soprattutto sotto il profilo software, ma non sono mai riuscita a non rasare un PC per quattro anni, la lentezza mi irritava prima!!!

Barbara Catizone

Project Manager & Design Specialist - Specializzata in Web Design, HTML5, CSS & SEO. Appassionata di tecnologia e nuove tendenze. Sito internet: www.graphbabs.com

Posted on 15 aprile 2013 by Barbara Catizone · 6 comments

6 comments

  1. massimo
    - Reply

    Io invece sono un ostinato sostenitore della politica anti-monopolio! Quindi faccio fatica ma sostengo i sistemi aperti non-Mac…almeno bisogna provarci a combattere le multinazionali che insieme alle banche ci hanno portato al tracollo del sistema WalMart, Dysney, McDonald, Microsoft, Apple …la politica è sempre la stessa.
    Per chi volesse approfondire consiglio di leggere i libri scritti da questa giornalista… nel 2000!
    http://www.naomiklein.org/no-logo
    M

  2. Barbara Catizone Author
    - Reply

    Come discorso in assoluto mi trovi pienamente in accordo e invito anche io a prendere visione di Naomi Klein.
    Tornando però on topic i sistemi aperti nel campo dei computer come Linux, hanno purtroppo una divulgazione ancora troppo limitata a livello consumer, meglio in ambito business dove i server Linux fanno da padrone.
    Ho provato nel tempo diverse distribuzioni di Linux come Debian, Fedora, Knoppix, Red Hat, Ubuntu e SUSE e devo dire che sta facendo passi da gigante, ma sono ancora mooooolto lontane da Apple e Microsoft, soprattutto per il supporto software.
    Chissà, magari un domani….

  3. altermetax
    - Reply

    E poi ci siamo noi utenti Linux, che possiamo godere di alcuni vantaggi del Mac (niente virus, velocità), e abbiamo dei vantaggi nostri (supporto di parecchi filesystem, supporto allo standard POSIX, compilatori nativi ben funzionanti, completa libertà su tutto, oltre la scarsa libertà che Windows ti dà).

  4. Alessandro
    - Reply

    Mentre leggevo l’articolo mi sembrava di leggere la mia esperienza nel passaggio da pc windows a osx (adesso macOS).
    E’ tutto vero quello che hai scritto, chi pensa il contrario è perchè non lo ha mai provato realmente.

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